Qui Lecco Libera
Aggiornato: 15 ore 10 min fa
Mer, 16/05/2012 - 21:51
Ampliamenti delle cave lecchesi: oltre 500 le firme consegnate lunedì 15 maggio in Provincia per fermarli.
Sono più di 500 le cittadine e cittadini perlopiù lecchesi che hanno sottoscritto la nostra proposta di delibera rivolta al Consiglio provinciale avente per oggetto lo stop agli ampliamenti delle cave esistenti in città. Un risultato incoraggiante, viste le forze in campo, le risorse e il clima, che indica l’intenzione di buona parte della cittadinanza attiva di preservare il “bene comune” territorio.
La campagna che abbiamo portato avanti, sia con la produzione del documentario “Coltivando cave”, sia con l’adozione di questo strumento di partecipazione popolare previsto dallo Statuto della Provincia, vuole essere un’occasione per (ri)sollevare il dibattito relativo agli ambiti estrattivi della città di Lecco (circa 20 milioni di metri cubi, pari a quasi due Cornizzolo e mezzo, sorprendentemente passati sotto silenzio) e più concretamente per chiedere lo stralcio dai documenti preliminari della proposta di Nuovo piano cave di cava Vaiolo alta, cava Vaiolo bassa e cava Cornello, oltre che la pubblicazione dei dati relativi ai ripristini, all’attività estrattiva verificatasi dall’approvazione del Piano cave tuttora vigente e ai reali fabbisogni del territorio.
Vogliamo, con la proposta di delibera e le firme raccolte, affermare l’importanza della tutela del nostro territorio da una escavazione non sorretta da dati che ne provino l’esigenza e comunque non più sostenibile dalle nostre montagne che sono già state ampiamente sfruttate.
Qui Lecco Libera
Mar, 15/05/2012 - 08:38
Ancora una volta, grazie a reciproche responsabilità da addebitare a maggioranza e minoranza consiliare (la prima per manifesta incapacità, la seconda per manifesta strafottenza), il più che ragionevole Ordine del giorno Venturini-Magni, avente per oggetto la rimozione della stolta targa al Rigamonti Ceppi, è scivolato nel buio di un’attesa snervante.
Di più. Grazie ad una capriola del consigliere Pd Rizzolino, il quale ha convinto i primi firmatari a depotenziare l’Odg di partenza, il testo originario è stato sostituito con un “emendamento integralmente modificativo” (lo trovate in testa), teoricamente gradito ai Democratici.
Bilancio finale: una quindicina di ragazzotti “vicini” al consigliere Pasquini (Pdl, ex An) con volti tirati e saluto da legionari; un’ora di sospensione della seduta nella speranza che il Pd ritrovasse un briciolo di direzione; coretti “Tanzania Tanzania” all’indirizzo di Roberto Castelli; litigata pubblica tra il Sindaco Brivio e il consigliere Pd Angelibusi; l’assessore regionale De Capitani, cacciato nel listino con Minetti e compagnia, che sbraita “cretino!” all’indirizzo di Alessandro Magni (Prc-Sel).
Chicca da collezione: il coordinatore provinciale del Pdl, Mauro Piazza, esperto in Ipad, dopo aver giocato a nascondino (approfittando di una maggioranza solida quanto la difesa del Novara, con tutto il rispetto), prende parola solennemente e, per strizzar l’occhio a qualche ultras dalla lamentela facile e qualunquista (“siete pagati, vergogna”), annuncia: al prossimo Consiglio comunale “per evitare di passare per pazzi” dobbiamo rinunciare al gettone di presenza.
Pazzi no, disarmanti sì.
Lun, 14/05/2012 - 11:57
Perché questo appello?
Perché il prossimo 22 maggio si riunirà la conferenza dei comuni per deliberare, tra le altre cose, anche sulla revisione delle tariffe dell’acqua.
Dopo che il referendum ha sancito l’eliminazione del 7% della tariffa, come anche ribadito in una nostra richiesta inviata all’azienda speciale, ci aspettavamo che i sindaci dessero seguito all’esito referendario, ma il testo della delibera che si apprestano ad approvare, su proposta dell’azienda speciale, non prevede questo.
Per questo, chiediamo a tutti i cittadini della provincia di Lecco di scrivere al proprio sindaco chiedendo con forza che sia applicato l’esito referendario.
MODELLO DI MESSAGGIO
AL SINDACO DEL COMUNE
DI ………………………………………
Egregio signor sindaco,
abbiamo saputo che nella prossima conferenza dei comuni che si terrà il 22/5/2012 i sindaci voteranno sulla proposta di rivedere la tariffa relativa al secondo anno di affidamento.
Con la presente le chiediamo di votare l’eliminazione della remunerazione del capitale investito, così come è scaturito dal referendum dello scorso 12-13 giugno 2011.
I sottoscritti cittadini
Cognome nome indirizzo firma
Potete o inviare il messaggio al sindaco o per mail (in tal caso vi chiediamo di inviare anche all’indirizzo di posta elettronica del comitato h2olecco@gmail.com per conoscenza. L’indirizzo del sindaco lo potete trovare sul sito del vostro comune) oppure sottoscrivere una lettera in forma cartacea nei punti di raccolta organizzati dal comitato.
Il primo sarà a Oggiono il giorno 12 maggio dalle 9.00 davanti al supermercato Rex.
Per comodità, qui vi mettiamo un modello di messaggio e in allegato un fac-simile di modulo raccolta firme, se volete organizzare voi una raccolta.
Chiediamo a tutti di farsi moltiplicatori di tale iniziativa, diffondendo l’informazione tra tutti i nostri contatti.
Inoltre il 22 maggio alle ore 17 a Lecco, via Ongania, presso la Sala Ticozzi, vi chiediamo di assistere con noi alla conferenza dei sindaci, PERCHE’ SI SCRIVE ACQUA , MA SI LEGGE DEMOCRAZIA.
Comitato Lecchese per l’Acqua Pubblica e i Beni Comuni
Dom, 13/05/2012 - 10:38
Mercoledì 16 maggio 2012
dalle ore 14,30 alle ore 19,30
Sala Banca Popolare di Sondrio
via Previati, ang. via Amendola – Lecco
Modererà: Massimo Clara
avvocato, membro del pool che ha fatto ricorso presso la Corte Costituzionale sulla legge 40
Interverranno:
Beppino Englaro
testimone e attore di un dramma lungo 17 anni
Sergio Fucci
Presidente Onorario di Cassazione ed esperto di giurisprudenza sanitaria, già Pretore di Lecco nel 1978 e Consigliere di Corte d’Appello a Milano
Donatella Falaguerra
avvocato, responsabile dello Sportello dell’Amministratore di Sostegno a Lecco
Mario Riccio
medico anestesista e rianimatore, membro della Direzione dell’Associazione Luca Coscioni
Sergio Gentile
avvocato, responsabile giuridico dello sportello di raccolta dei Testamenti Biologici promosso dalla Tavola Valdese di Milano
Eluana Englaro, Piergiorgio Welby, Luca Coscioni e tanti altri. Grazie alle sentenza scaturite dalle loro storie, grazie alle loro battaglie per la libertà di scelta, con le leggi attualmente in vigore è possibile far valere le proprie scelte terapeutiche e sanitarie anche in stato di incoscienza? In questo convegno, senza presunzione, cercheremo di dare una prima risposta a questa domanda che molti cittadini ancora si pongono.
Cellula Coscioni Lecco
Qui Lecco Libera
Gio, 19/04/2012 - 14:25
(fotografia tratta da MerateOnLine.it)
Qui l’ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale, lunedì 23 aprile:
http://www.comune.lecco.it/news.jhtml?param1_1=N136ca003fc54f7cd456
Al punto 8) è indicato l’Odg presentato dai consiglieri Magni e Venturini per la rimozione “pura e semplice” della targa commemorativa di 16 repubblichini fucilati il 28 aprile ’45 apposta presso lo stadio comunale Rigamonti Ceppi. Come andrà a finire?
Dom, 15/04/2012 - 10:37
MARE CHIUSO
un film di Andrea Segre e Stefano Liberti
http://www.zalab.org/newsite/chi-siamo/mare-chiuso-trailer-italiano/
proiezione pubblica a Lecco e Casatenovo
MERCOLEDI’ 9 MAGGIO
Sala Ticozzi, ore 21
Via Ongania – Lecco
(ingresso libero)
GIOVEDI’ 17 MAGGIO
Villa Mariani, ore 21
fraz. Galgiana, via Buttafava 54 – Casatenovo
(ingresso libero)
“Mare chiuso” a Lecco. Tre anni e pochi giorni dopo il primo respingimento in mare del Governo Berlusconi (6 maggio 2009), le associazioni L’Angolo giro e Qui Lecco Libera hanno organizzato la doppia proiezione del film “Mare chiuso”, fotografia amara delle conseguenze di quelle pratiche disumane chiamate respingimenti. L’ultimo di una serie di importanti testimonianze del regista Andrea Segre e del giornalista Stefano Liberti. Basti ricordare “Come un uomo sulla terra”, riferito alle tratte seguite dai migranti e le carceri-lager libiche, finanziate dal nostro Paese.
Si incolla di seguito breve sinossi del film.
dal sito ZaLab.org
Tra maggio 2009 e settembre 2010 oltre duemila migranti africani vennero intercettati nelle acque del Mediterraneo e respinti in Libia dalla marina e dalla polizia italiana; in seguito agli accordi tra Gheddafi e Berlusconi, infatti, le barche dei migranti venivano sistematicamente ricondotte in territorio libico, dove non esisteva alcun diritto di protezione e la polizia esercitava indisturbata varie forme di abusi e di violenze.
Non si è mai potuto sapere ciò che realmente succedeva ai migranti durante i respingimenti, perché nessun giornalista era ammesso sulle navi e perché tutti i testimoni furono poi destinati alla detenzione in Libia. Nel marzo 2011 con lo scoppio della guerra in Libia, tutto è cambiato. Migliaia di migranti africani sono scappati e tra questi anche rifugiati etiopi, eritrei e somali che erano stati precedentemente vittime dei respingimenti italiani e che si sono rifugiati nel campo UNHCR di Shousha in Tunisia, dove li abbiamo incontrati. Nel documentario sono loro, infatti, a raccontare in prima persona cosa vuol dire essere respinti; sono racconti di grande dolore e dignità, ricostruiti con precisione e consapevolezza. Sono quelle testimonianze dirette che ancora mancavano e che mettono in luce le violenze e le violazioni commesse dall’Italia ai danni di persone indifese, innocenti e in cerca di protezione. Una strategia politica che ha purtroppo goduto di un grande consenso nell’opinione pubblica italiana, ma per la quale l’Italia è stata recentemente condannata dalla Corte Europea per i Diritti Umani in seguito ad un processo storico il cui svolgimento fa da cornice alle storie narrate nel documentario.
Organizzano le proiezioni pubbliche:
Qui Lecco Libera
L’Angolo Giro
Dom, 15/04/2012 - 10:28
L’iniziativa è promossa dal Comitato Lecchese Acqua Pubblica e Beni Comuni.
Abbiamo vinto il referendum del 2011 con 27 milioni di voti. Come lo facciamo rispettare in provincia di Lecco?
Incontro pubblico con MARCO BERSANI Forum Italiano per I Movimenti per L’Acqua.
Martedì 17 aprile, ore 20,45 presso il salone del Centro Civico di Germanedo via Dell’Eremo, 28- Lecco
Ven, 13/04/2012 - 16:05
Ieri sera (12 aprile) siamo andati a Valmadrera per chiedere a Nando Dalla Chiesa un parere circa il modus operandi “atipico” in materia di beni confiscati sul nostro territorio. Eravamo stupefatti dei toni rintracciabili nel comunicato stampa della Prefettura e del Comune di Lecco sulla ex pizzeria Wall Street.
La sua risposta ci ha spiazzato, positivamente.
Davanti a un nutrito pubblico ha dichiarato che “sì, va fatto un bando”. “No alla contrattazione con singole associazioni, sì a processi aperti e condivisi. L’Amministrazione deve avere una sua idea ma i progetti vanno valutati fuori da logiche clientelari”. Ed infine: “Non esistono rendite di posizione (musica per le nostre orecchie, ciò che ci è costata la patente dei “mai contenti”, nda). Bisogna ripensare una certa cultura dell’antimafia fuori da desideri di carriera”.
Una posizione che è la nostra, da sempre.
“Però io ho fatto un bando” – questa l’espressione utilizzata a mò di bocciatura da Dalla Chiesa rispetto a quel comunicato malaugurato – sarà lo slogan della nuova campagna a salvaguardia di Wall Street. No a logiche clientelari, no a rendite di posizione. Allargamento del processo partecipativo e processi alla luce del sole. Questo è quanto. E su questo Dalla Chiesa (presidente onorario di Libera, ricordiamo!) ci ha persino sorpassato!
Qui Lecco Libera
Gio, 12/04/2012 - 09:20
Dopo 16 anni di silenzio ed abbandono la pizzeria “Wall Street”, emblema della presenza mafiosa sul territorio, smetterà i panni dello scantinato per diventare “pizzeria della legalità”. Una strada, quella della restituzione alla collettività dei beni confiscati, tracciata (anche, ma non solo) dalle 2.390 firme che raccogliemmo due anni or sono contro la scadente soluzione di deposito della Prefettura. I protagonisti del diniego, in primis l’amministrazione comunale, gioiscono oggi per una soluzione soddisfacente a metà. Leggiamo dal comunicato stampa, celebrativo e scarsamente fedele alla realtà dei fatti, che oggi (ieri, mercoledì 11 aprile) nel corso di un incontro sconosciuto alla cittadinanza, “l’Associazione Libera ha illustrato un’ipotesi progettuale per una nuova destinazione dell’immobile ex pizzeria “Wall Street”, che prevede la realizzazione di una “pizzeria della legalità” da destinare anche a centro per la promozione della cultura antimafia e la diffusione dei prodotti provenienti dalle terre confiscate. Tale ipotesi è maturata sulla base di contatti informali nel corso dei quali sia la Prefettura che il Comune avevano manifestato l’intento condiviso di percorrere il necessario iter procedurale per la valutazione della proposta, finalizzato alla sua eventuale realizzazione”. Evviva, verrebbe da dire. Sedici anni per partorire un’ipotesi “maturata sulla base di contatti informali”.
Un patto d’onore “informale” (assurdo, gravissimo, chi ha parlato con chi, sulla base di quale coinvolgimento, quale progetto, quali interessi, quali esperienze?!) tra ex sostenitori dell’archivio (“ristrutturare Wall Street costa circa un milione di Euro”, favoleggiava qualcuno) e non ben conosciuti brand mai realmente esistiti sul territorio. Un’altra operazione mediatica che sarà difficile smontare, vista la retorica che caratterizza il tutto.
Nemmeno la decenza di fare un bando trasparente e aperto alla Città. Non si chiedeva la luna.
Qui Lecco Libera
Ven, 30/03/2012 - 21:03
Il Ministero dell’Interno pare voler confermare la nomina di Paolo Maddaloni a Prefetto di Lecco, in sostituzione di Marco Valentini. Il personaggio in arrivo è decisamente squalificato: sia per le telefonate intercettate nell’affare Zagaria (quando era dirigente del Ministero), sia per il rinvio a giudizio in materia di appalti truccati sui rifiuti di Caserta.
Come Qui Lecco Libera abbiamo sempre manifestato, fuori da logiche di casacca o di affinità partitica, la nostra forte opposizione all’agire di Valentini in materia di beni confiscati; con la stessa trasparenza, qualora dovessero confermare Maddaloni, non esiteremo a dare battaglia alla nomina del suo sostituto. La nostra città merita altro. Ecco perché, dando notizia dell’interrogazione sul punto dell’On. Codurelli alla Camera, cercheremo in tutti i modi di impedire che quel che appare come improponibile diventi realtà.
Le Istituzioni diano il buon esempio. Se possono. Se riescono.
Qui Lecco Libera
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Prefetto di Lecco: Pd, inopportuna nomina di Maddoloni
“Noi crediamo che la nomina del prefetto Paolo Maddaloni sia completamente inopportuna”. Così Lucia Codurelle e Antonio Rusconi, parlamentari del Partito democratico, i quali spiegano che “le notizie emerse durante le indagini condotte dalla DDA di Napoli che hanno portato all’arresto, tra gli altri, del sindaco del comune di Casapesenna, Michele Zagaria, richiedono chiarimenti in merito al ruolo del Prefetto Maddaloni il quale durante alcune conversazioni telefoniche intercettate, consigliava e rassicurava sui tempi delle procedure per lo scioglimento del Comune di Casapesenna, scioglimento provocato, secondo la DDA di Napoli, dalle minacce e dalle pressioni effettuate dallo Zagaria, anche in collegamento con il clan camorristico dei casalesi. Su queste vicende abbiamo presentato un’interrogazione parlamentare alla Camera insieme ai colleghi Laura Garavini ed Emanuele Fiano nella quale chiediamo al ministro dell’Interno se fosse a conoscenza del comportamento del Prefetto Maddaloni e se non si ritenga necessario, per meglio tutelare l’Amministrazione e l’interesse pubblico, procedere ad un immediato avvicendamento del Prefetto destinandolo ad attività che non prevedano l’interazione con amministrazioni comunali ovunque siano situate sul territorio nazionale. Il Prefetto Maddaloni, inoltre, ha ricevuto nel 2010 un avviso di garanzia per appalti truccati quando era subcommissario sul tema rifiuti al comune di Caserta (la DDA di Napoli ne aveva chiesto l’arresto) sempre a favore di imprenditori legati alla camorra. Questo procedimento è ancora in corso e il Prefetto risulta rinviato a giudizio dopo che il procedimento originario è stato separato in due tronconi. Gli imputati nell’altro troncone, con alcuni dei quali secondo l’accusa il Prefetto intratteneva numerosi colloqui, sono stati già condannati in primo grado a pene molto pesanti (10 anni a Nicola Schiavone, 9 anni e 6 mesi a Nicola Ferraro, 7 anni e sei mesi a Luigi Ferraro. Insomma, per tutto questo noi riteniamo assolutamente inopportuna la nomina alla prefettura di Lecco di Maddaloni”.
Roma, 30 marzo 2012
Ven, 30/03/2012 - 10:53
E’ convocata per quest’oggi, a partire dalle 18, la Commissione dei capigruppo del consiglio comunale in forma di “seduta aperta”. Il tema all’ordine del giorno è il regolamento sul referendum consultivo, strumento di partecipazione previsto dallo Statuto comunale ma sorprendentemente privo dei necessari passaggi attuativi.
Per questo motivo, insieme alla Cellula Coscioni di Lecco, abbiamo protocollato una formale istanza alla Giunta Brivio per chiedere conto di questa inattività del tutto atipica. La commissione di quest’oggi è in parte una risposta. Assistendovi, videoriprendendola integralmente, sapremo poi informarvi circa le reali intenzioni della politica locale.
Clicca QUI per scaricare l’istanza protocollata la scorsa settimana insieme alla Cellula Coscioni Lecco.
Qui Lecco Libera
Mar, 20/03/2012 - 12:11
Da qualche tempo seguiamo, attraverso la stampa locale, le manovre politiche volte a individuare il prossimo assessore con delega al Bilancio comunale. Dimessosi Mario Moschetti, con quella stilettata ai poteri forti della città ancora egemoni nelle stanze di governo (attendiamo sommessamente i nomi, giusto per verificare…), il ventaglio dei papabili a volte si allarga e a volte si restringe. Non amando le dinamiche di casacca o di bandierina (quel posto è nostro, allora ci mettiamo un uomo nostro) vorremmo contribuire al dibattito pubblico con una proposta inusuale: avanzando un’idea. Quanto il Bilancio del comune di Lecco dipende da un volto e quanto da uno spunto, un progetto, una seria pianificazione? Sono davvero convinti, gli strateghi di fazione, che basti il manuale Cencelli per assicurare ai cittadini, ai rioni, ai quartieri, un’adeguata utilizzazione delle già scarse risorse?!
Parliamo meno di nomi (Cariboni, Magni, Valsecchi (Remo, s’intende – Corrado pare voglia continuare a diffondere encicliche)) e più di idee. Ne mettiamo una sul tavolo: il bilancio socio-partecipativo. Nel comune di Capannori (in provincia di Lucca), con una popolazione di poco inferiore a Lecco, l’amministrazione ha sperimentato, con successo, lo strumento del bilancio partecipato (la campagna si chiama “Dire, fare, partecipare” http://www.comune.capannori.lu.it/node/9066). Mantenendo le ex circoscrizioni come “zone” cittadine, sono stati estratti 80 cittadini (con criteri molto precisi, elaborati da un comitato di garanzia, per evitare che la cosa finisse in mano ai burocrati di partito) i quali – attraverso gruppi di lavoro strutturati per area – hanno elaborato proposte progettuali da realizzare nell’anno 2012. L’Amministrazione, che sul piatto aveva messo 400.000€ (100.000 per ogni circoscrizione), dopo aver valutato la fattibilità delle proposte avanzate, ha indetto una vera e propria consultazione presso il Comune distribuendo ai cittadini (compresi gli stranieri) le schede relative ai progetti costruiti dagli 80 estratti in precedenza. Garantendo la possibilità di votare via internet, oltreché nel seggio posto in municipio, l’Amministrazione di Capannori si è poi impegnata alla realizzazione (concreta) dei progetti vincitori. E così è stato: sistemazione della scuola materna, implementazione delle strutture multimediali per una scuola di secondo grado, messa in sicurezza di strutture esterne delle scuole del territorio e così via.
L’esempio di Capannori è virtuoso e dimostra che materie complesse come il Bilancio possono essere gestite in prima persona (senza delega) dai cittadini, troppo spesso condannati al ruolo di spettatori di questo o quel mercato di nomi e non di idee. Perché non replicarlo, adattando la forma al contesto lecchese, anche in città?
Mer, 14/03/2012 - 17:41
Non tutti sanno che nella città di Lecco si sta per formare un buco di 18 milioni. Non sono Euro ma metri cubi. Roccia sottratta al già sacrificato Monte Magnodeno da parte dell’ormai saturo mercato del cemento. Il Nuovo piano cave provinciale, avviato dalla Giunta nel marzo 2011, prevede per Lecco la prosecuzione e l’ampliamento dell’attività estrattiva in tre cave: la cava Cornello, la cava Vaiolo Bassa e la cava Vaiolo Alta.
I sostenitori dell’insostenibile, abili nella neolingua che paragona l’escavazione alla “coltivazione” o la realizzazione di qualche gradone a “ripristini ambientali”, non si curano affatto di rendere pubblici i dati relativi al vigente piano cave, che risale al 1998, ed ai reali fabbisogni del territorio. Quanto si è scavato fino ad ora? Perché proseguire? A quale prezzo?
Domande inevase che intendiamo rivolgere alle Istituzioni competenti. Abbiamo scelto, com’è nostra abitudine, la forma più trasparente e partecipata possibile: una proposta di delibera sottoscritta dalla cittadinanza rivolta al Consiglio provinciale: il nostro territorio ha già dato, generosamente!
Ecco perché, per evitare che i proclami restino tali, raccoglieremo d’ora in avanti le firme delle cittadine e dei cittadini residenti in provincia di Lecco per raggiungere l’obiettivo dello stralcio, dal nascituro piano cave, delle cave lecchesi.
L’obiettivo, attraverso una successiva proposta in eleborazione, è quello di chiedere lo stralcio di tutti i restanti ambiti estrattivi: dal Cornizzolo alle cave sul Moregallo (Mandello del Lario), da Annone Brianza a Robbiate, da Colico a Cremeno. Dal momento che le forze in campo son quel che sono, andremo per gradi (non gradoni). Per intendersi: non vogliamo cave a Lecco tanto quanto negli altri comuni; alla luce di un mercato che consuma suolo per autoalimentarsi (in maniera fittizia).
Per fare tutto questo abbiamo bisogno di voi. Del vostro impegno, prima di tutto. Le firme necessarie per poter costringere il Consiglio provinciale alla discussione della delibera sono poche: cento. Quel che dovremo insieme a voi incrinare è il silenzio assordante che alberga in città. Prima che l’Addio ai monti venga ricordato per i buchi più che per Manzoni.
Per avere un quadro più preciso rispetto al Nuovo piano cave provinciale rimandiamo al documentario “Coltivando cave”, realizzato lo scorso febbraio: versione integrale - versione su YouTube.
Possono firmare tutte le cittadine e i cittadini residenti in Provincia (è necessario il documento d’identità!).
Ecco dove firmare:
ogni mercoledì (dal 14 marzo al 18 aprile): mercato cittadino (zona Piccola velocità)
ogni fine settimana (dal 17/18 marzo al 28/29 aprile): nel centro cittadino (p.zza XX Settembre, p.zza Garibaldi, Via Roma)
ogni domenica (dal 18 marzo al 29 aprile): piazza Sant’Andrea a Maggianico
Spargete la voce.
Qui il testo della proposta di delibera (clicca l’immagine per scaricare il documento).
Qui Lecco Libera
Mar, 06/03/2012 - 10:06
Ricordate la proposta di istituire il registro comunale (telematico e/o cartaceo) delle dichiarazioni anticipate di trattamento (testamento biologico)? 1.119 firme raccolte in un mese e mezzo (lordo), protocollate il 24 maggio 2011 e poi stracciate dal Consiglio comunale.
Oggi, dopo la ricerca del buon vecchio Bruno, pubblichiamo il fantomatico parere tecnico “non favorevole” dietro cui i paladini del rinnovamento si ripararono (salvo lodevoli eccezioni, tra cui l’appena dimessasi Nives Rota).
Indovinate un po’? La maggioranza (e parte della minoranza) del ceto partitico del nostro Comune hanno bocciato la proposta di delibera in virtù di un parere che si conclude con la seguente frase:
“Il voler dar corso comunque ad un simile provvedimento potrebbe far scaturire l’insorgere di precise responsabilità (in capo ai promotori) cui rispondere”.
Precise responsabilità in capo ai promotori.
Precise responsabilità in capo ai promotori.
Precise responsabilità in capo ai promotori.
Precise responsabilità in capo ai promotori.
Precise responsabilità in capo ai promotori.
Avete letto? Ok. Ora prendete l’immagine allegata. Salvatela sul vostro computer. Aprite un nuovo messaggio di posta elettronica. Inviatela ai vostri contatti.
Qui Lecco Libera
Gio, 01/03/2012 - 13:54
Venerdì 9 marzo ore 21, Sala Ticozzi, via Ongania – Lecco.
Il matematico di Torino Beppe SCIENZA racconta “Come difendere i propri soldi dalla crisi e dalle banche”.
C’è una crisi economica che, da anni, sta soffocando imprese e famiglie. Anche Lecco ne è attraversata, non senza dolori.
Le famiglie e le imprese più solide devono attingere ai propri risparmi, ai soldi messi da parte.
Il potere d’acquisto del denaro è sempre più debole. E’ perciò sacrosanto e necessario tutelare i propri soldi, proteggere i propri risparmi.
Non solo quando si entra in un negozio, si firma un contratto telefonico o si acquista una merce, ma anche quando si entra in banca o in posta….
Per chiedere soldi e anche per investirli. L’informazione è in mano a chi vende, le quantità di pressioni commerciali a cui sono soggetti i bancari, le crisi di Stati e società fa si che sia sempre più difficile districarsi.
Per contribuire a riflettere sul tema (proponendo eventuali vie alternative) abbiamo nuovamente invitato, dopo quattro anni, alla sala Ticozzi di via Ongania, venerdì 9 marzo, alle ore 21, il professor Beppe Scienza, “smascheratore” di banche, matematico dell’Università degli Studi di Torino. Spesso su Report, la trasmissione di Rai3, nonché autore di diversi libri sul tema: “Il risparmio tradito”, “Fondi, polizze e Parmalat chi è peggio?”.
Con un linguaggio chiaro e una verve acuta, con pratici suggerimenti, esempi, prove, nomi e cognomi, ci parlerà di come difendere i propri risparmi, grandi o piccoli che siano.
Per risparmiare. Per metterci in guardia.
Venerdì 9 Marzo ore 21
Relatore Prof. BEPPE SCIENZA
COME DIFENDERE I PROPRI SOLDI DALLA CRISI E DALLE BANCHE
Sala Ticozzi – Via Ongania Lecco
Qui Lecco Libera
quileccolibera@gmail.com
www.quileccolibera.net
Mar, 28/02/2012 - 18:38
LECCO: PROVINCIA DI MAFIA
presentazione della mappa provinciale della ‘ndrangheta
Sabato 3 Marzo, ore 21
presso il CENTRO SOCIO CULTURALE DEL MONTE DI BRIANZA
(PALAZZO COMUNALE)
VIA M. DE VECCHI, 17 – ELLO (LC)
“dall’infiltrazione alla colonizzazione: volti, nomi, voci e luoghi simbolo della ‘ndrangheta lecchese”.
18 Febbraio e 3 Marzo 2012, presentazioni organizzate con le Amministrazioni Comunali di Molteno, Garbagnate Monastero, Ello, Dolzago, Castello di Brianza, Colle Brianza, Annone di Brianza e Bulciago.
QUI l’evento su Facebook.
Lun, 27/02/2012 - 00:58
Da oggi sono on-line i capitoli anche su YouTube. Buona visione e buona diffusione!
Qui Lecco Libera
Ven, 17/02/2012 - 17:01
Chi scrive è cresciuto insieme all’esperienza de “L’Officina della Musica”.
Anni segnati da un’intensa attività, la nostra, realizzata in parte all’interno dello spazio di via Plava. Presentazioni di libri, dibattiti, teatro civile d’inchiesta, proiezione di documentari, concerti. Tra qualche mese la nostra sede, collocata nella stanza dirimpetto a via Plava e facente parte del complesso dell’Officina, avrebbe compiuto due anni. Ad aprile avremmo voluto intitolarla a Vittorio Arrigoni. Nulla di tutto questo sarà possibile.
La nostra città perde un’opportunità. Opportunità in parte esistente e in parte ancora tutta da costruire e rafforzare. Sta di fatto che lo spazio di via Plava ha assolto per anni ad una lacuna del nostro territorio e del nostro Comune. Avrebbe potuto farlo meglio? Avrebbe potuto, il suo gestore, parlare chiaro o parlare prima? Avremmo potuto salvarla, l’Officina, sfidando i sostenitori da tastiera a rimboccarsi le maniche per sopperire a difficoltà più o meno conosciute? Non è questa la sede per trovare una risposta.
E’ certamente la sede per formulare una domanda: come cambierà questa città dopo la chiusura dell’”Officina della Musica”? A ciascuno la propria risposta. A noi resterà soltanto amarezza e sconforto. Sconforto per aver appreso troppo tardi delle difficoltà della gestione e dunque della repentina chiusura. Amarezza per aver perso un luogo, un’opportunità, una sede in affitto, uno spazio dove contribuire a coltivare un’alternativa alle tante “messe cantate” dell’impegno pubblico. Ora tutto cambia. Starà a noi, a voi, dimostrare che “L’Officina” era uno strumento e non un fine, non un alibi.
Qui Lecco Libera
Gio, 16/02/2012 - 01:46
Il territorio lecchese si prepara ad abbracciare un nuovo piano cave provinciale. Decine di milioni di metri cubi di roccia scavati dalle montagne lecchesi destinati a sostenere un mercato cementifero saturo e in declino. Il tutto sulle spalle del Bene comune chiamato ambiente e della salute dei cittadini, nell’indifferenza di buona parte del ceto politico e giornalistico locale; sempre intento a bollare i critici come prevenuti disfattisti.
Qui Lecco Libera ha realizzato per questo il documentario video “Coltivando cave” che verrà presentato a Lecco il 24 febbraio alla Sala conferenze della Banca Popolare di Sondrio (Via Amendola, Lecco) in occasione del dibattito pubblico riguardo al libro “Le conseguenze del cemento” – scritto dal giornalista di Altreconomia Luca Martinelli.
Qui Lecco Libera
Lun, 13/02/2012 - 22:55
(Foto tratta da LeccoNotizie.com)
Oggi c’è stato un incontro in Camera di Commercio Lecchese con il Ministro della Pubblica Istruzione Profumo. Sono stati invitati a partecipare alla conferenza oltre che gli industriali lecchesi anche gli studenti del Badoni e i rappresentati della Consulta Provinciale Lecchese di cui io sono presidente.
Avevo preparato per l’incontro tre domande da sottoporre al Ministro, ma per una serie di imprevisti non meglio specificati ci è stato comunicato che le domande non potevano esser fatte.
Allora con la referente provinciale della Consulta abbiamo chiesto al Senatore Rusconi, conoscente stretto del Ministro secondo quanto mi è stato riferito, di poter incontrare il Ministro prima della sua entrata in aula e lì io avrei dovuto consegnare le mie domande al Senatore che poi le avrebbe passate a Profumo.
Non appena il Ministro è arrivato mi sono diretta all’entrata dell’auditorium insieme alla Referente che mi ha presentato; Profumo mi ha stretto la mano e cercava di farsi fotografare sorridente con la rappresentante degli studenti della Provincia, alchè mi sono ritratta chiedendo al Ministro di ascoltare almeno una delle mie domande, ma Rusconi immediatamente ha cercato di prendermi i fogli con scritte le domande dicendo che non erano questi i patti. Nonostante il Senatore sono riuscita a porre in estrema sintesi la mia domanda al Ministro.
Questa è la domanda completa :
Lunedì scorso ho partecipato al Consiglio d’ Istituto del mio liceo dove si è approvata la relazione annuale per l’esercizio finanziario del 2012 della scuola. Quello che ho potuto constatare è l’atteggiamento virtuoso del Liceo nonostante le oggettive difficoltà economiche. Infatti quello che mi ha sconcertata è vedere come una scuola pubblica che dallo Stato dovrebbe essere finanziata e incentivata , da esso venga invece snobbata. Il Ministero ha un debito di 169 mila euro con la mia scuola contratto a partire dal 2004 e non ancora sanato. Inoltre per il 2012 il Ministero ha stanziato 43 mila euro, ma di fatto quelli utili al mantenimento e funzionamento del Liceo sono solo 8 mila. Questo dato va confrontato con gli 85 mila euro che la scuola pubblica riceve dal contributo volontario dei genitori. E questo comportamento del Ministero si riscontra identico per tutte le scuole statali. Ma se i fondi stanziati dal Ministero sono insufficienti, quelli elargiti dalla Provincia e dalla regione sono inesistenti . Infatti l’ Ente proprietario e responsabile del mio edificio scolastico non ha stanziato alcun finanziamento. Fatto che potrebbe essere malamente spiegato dai sacrifici che questa crisi sembra doverci imporre, ma quello che non mi spiego è come il medesimo Ministero che non trova i fondi per le SUE scuole abbia stanziato 53 mila euro alle scuole di secondo grado paritarie. La disparità di trattamento è evidente e ingiusto anche perchè gli studenti delle paritarie in provincia sono 384 contro gli 855 studenti presenti solo all’interno della mia scuola. Quindi, Signor Ministro, perchè in un paese dove lo Stato ha l’obbligo costituzionale di garantire la formazione gratuita dei propri giovani il Ministero non si impegna seriamente nel fornire almeno i fondi essenziali ed indispensabili al quotidiano e basilare funzionamento della scuola, tanto che le famiglie volantariamente, su richiesta dei Dirigenti scolastici, versano un contributo dimostrandosi consapevoli della grave situazione economica delle scuole statali oltre che mostrare un atteggiamento più responsabile e consapevole del valore inestimabile della Scuola Pubblica per lo Stato più dello stesso Ministero ? E inoltre perchè non si è preso e non sembra si stia prendendo seriamente l’impegno di investire sull’ istruzione e quindi su noi studenti che in definitiva siamo coloro i quali dovranno decidere dell’ Italia ?
Questa è la risposta del Ministro : io sono qui da poco.
Dopo aver sentito la domanda e aver dato una deprimente risposta Profumo se ne è andato verso il tavolo dove spiccavano in bella mostra Brivio, Nava e Boscagli. Inutile dire che durante il suo intervento nulla ha detto riguardo il breve incontro avuto con me e non ha risposto a nessuna delle tre domande.
Benedetta Milani
Qui Lecco Libera