Casate Online
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Mer, 01/09/2010 - 14:42
Il ritrovo è fissato per oggi, mercoledì 1 settembre, alle 17:30 al bar Maurizi.Da qui inizierà la trasferta di Coppa Italia a Vergiate (VA) del NibionnoXenia. Dopo la stagione dello scorso anno, fatta di un inizio disastroso, di una primavera sorprendente con il nuovo allenatore Rigamonti (ora a Merate) e un finale in altalena, il NibionnoXenia ha ceduto molti dei suoi pezzi pregiati. Spazio ai giovani, anzi giovanissimi: basti pensare che in rosa ci sono solo sei i vecchi, ovvero calciatori nati prima del 1989. L'età media si aggira intorno ai 21 anni. Una scommessa per il presidente Marco Panzeri, 37enne, e per tutta la società, che deve fare di necessità virtù. Dopo la fusione e collaborazione con lo Xenia di Mariano, infatti, il Nibionno ha sposato una politica "giovane".I punti interrogativi sono tanti: a provare a darvi una risposta è stato scelto in panchina Vittorio Mauri. L'eccellenza, di certo, sarà un palcoscenico importante per tutti questi giovani che hanno tanta voglia di fare bene e di mettersi in mostra. Il primo modo per farlo è proporre un'ottima prestazione a Vergiate, questa sera, pensando poi all'esordio di campionato con il Giana Erminio in campionato. Dopo l'inizio della preparazione estiva, ai primi di agosto, la società ha deciso di intervenire ancora sul mercato: preso dal Cantù, il classe 1991 Fantinato, centrocampista. Arrivati anche Preziosi (90) dal Renate e il bomber Pietra (89) dal Mendrisio.Sotto tutta la rosa, completa di foto, del NibionnoXenia.PORTIERI Tonsi, Milano, MarchettiDIFENSORI Fumagalli, Giordano, Balconi Trotta, Lentini, Annunziata Brambilla, TortiCENTROCAMPISTI Fantinato, Sala, Molteni Abibio, Sissoko NdaoATTACCANTI Pietra, Palma, Cordaro Tripodi, Mauri, PreziosiLimontaSTAFF TECNICO Vittorio Mauri (allenatore), Pusterla (preparatore atletico), Gerosa (preparatore portieri) Pisanu (massaggiatore), Colombo (direttore sportivo), Marco Panzeri (presidente)
Mer, 01/09/2010 - 13:58
In risposta alle tante preoccupazioni dei sindaci della Brianza, che si lamentano delle sempre più crescenti ristrettezze economiche, propongo: perché non accorpare più comuni insieme? Data l'alta densità abitativa della Brianza e della contiguità dei centri abitati (un'unico centro abitato da Milano a Lecco), perché non pensare ad una sorta di area metropolitana?Di certo si potrebbero ottenere risparmi di costo per la gestione in comune di molti servizi (amministrativi, di polizia locale, etc.). Ci si lamenta tanto delle province, ma bisognerebbe anche guardare alla pletora di comuni ed uffici comunali! Persino la Chiesa si sta organizzando in comunità pastorali tra paesi (lo so qualcuno dirà che è diverso)!Ad ogni modo, mi aspetto già una levata di scudi a favore dello status quo... perché rinunciare alle tante piccole e comode poltrone locali (già che il federalismo ed il localismo vanno di moda) e tagliare posti di lavoro?
Mer, 01/09/2010 - 08:55
E' stato urtato da un'auto che non si è fermata. Ha rischiato grosso un ragazzino di 14 anni residente a Montevecchia che nella prima serata di ieri si è presentato al pronto soccorso di Merate insieme ai genitori per essere medicato.Il giovane presentava infatti escoriazioni su diverse parti del corpo e dopo il suo racconto, i medici del nosocomio meratese hanno allertato i carabinieri della Compagnia di Merate.Foto di repertorio di Via della Resistenza a ValapertaAi militari il 14enne ha raccontato che, mentre stava percorrendo a piedi la strada che conduce nella frazione casatese di Valaperta, un'auto di colore blu l'ha urtato con lo specchietto, facendolo cadere a terra.Poi, senza fermarsi, la vettura ha proseguito la sua marcia verso il centro di Casatenovo. Ancora non è chiaro se il conducente sia scappato oppure non si sia accorto dell'accaduto.I carabinieri della Compagnia di Merate, guidati dal capitano Giorgio Santacroce, stanno ora effettuando tutti gli accertamenti del caso per risalire all'identità di chi era alla guida dell'auto.Il ragazzino invece, oltre allo spavento, è stato medicato e dimesso subito dopo con 15 giorni di prognosi.
Mar, 31/08/2010 - 19:27
Due giorni in visita a due perle architettoniche del centro Italia. Questa la prossima proposta dell'associazione archeologica oggionese che organizza per i prossimi 18 e 19 settembre un viaggio nelle due celebri città toscane.La partenza è prevista per sabato 18 settembre alla volta di Lucca, dove il gruppo si fermerà per un tour nel centro storico della città. In serata è in programma il trasferimento a Carignano (a 5 km da Lucca) per la cena e il pernottamento.Nella giornata di domenica invece il viaggio proseguirà verso Pisa per visitare piazza dei Miracoli, la Cattedrale, il Battistero e il Camposanto.Nel pomeriggio inoltre una tappa è prevista per vedere San Pietro a Grado, basilica romanica della metà dell'XI secolo e luogo in cui, secondo la tradizione, sarebbe sbarcato San Pietro.La quota di partecipazione è di 135 euro e prevede: il pullman con ingressi a Pisa e Lucca, gli ingressi per la visita ai monumenti, il pernottamento con cena e prima colazione in un hotel a 3 stelle con camere doppie, l'assicurazione e le guide.Al momento dell'iscrizione dovrà essere versato un contributo di 50 euro.Seguirà un programma più dettagliato. Per ulteriori informazioni consultare il sito dell'associazione archeologica di Oggiono (www.arcao.it).
Mar, 31/08/2010 - 19:26
Gli eventi calamitosi di ferragosto hanno riproposto all'attenzione dell'opinione pubblica il tema della pulizia e della manutenzione dei corsi d'acqua. Una prassi un tempo molto diffusa in Brianza e a cui col tempo pare si sia cominciato a prestare minore attenzione.A ostacolare la costante manutenzione del torrente Gandaloglio, la cui mancanza sarebbe a detta dei residenti una delle concause del disastro che ha recentemente coinvolto i comuni di Oggiono, Molteno e Sirone, vi sarebbe una questione di autorità competente. I bacini di una certa portata non sono infatti di competenza degli enti locali.Ha tuttavia preferito non rischiare il sindaco di Bosisio Parini che proprio una decina di giorni prima dell'alluvione, ha emanato un'ordinanza per la pulizia e la manutenzione dell'intera rete idrica esistente sul territorio comunale di Bosisio Parini.Un'ordinanza da Cassandra. Per "favorire il normale deflusso delle acque in relazione al verificarsi di abbondanti precipitazioni meteoriche" il primo cittadino ha infatti disposto la manutenzione di tutti i canali di irrigazione, le rogge e i corsi d'acqua presenti sul territorio di Bosisio Parini.Interventi che prevedono anche l'asportazione dai corsi d'acqua e dalle opere idrauliche di tutto il materiale depositato dalle acque di piena (vegetali, terra, fango, sabbia e ghiaia), da ricollocare lungo gli argini; la rimozione di ostacoli e la manutenzione dei fossi per evitare il franamento del terreno.Una misura presa non soltanto per il rischio esondazioni, ma anche per evitare i ristagni idrici e la conseguente proliferazione di zanzare, ha confessato il primo cittadino bosisiese.Tuttavia, come da tempo sostengono i residenti oggionesi di via Mognago, se di per sé non è detto che interventi di questo tipo siano sufficienti a scongiurare eventi calamitosi così violenti, forse in qualche modo potrebbero contribuire a ridurne la portata.
Mar, 31/08/2010 - 19:05
E' iniziato con un presidio ai cancelli da parte dei dipendenti, il primo giorno lavorativo dopo la ripresa estiva, alla Fumagalli Industrializzata di Bulciago.Un buon numero di dipendenti ha infatti aderito allo sciopero indetto da Cgil, Cisl e Uil per protestare contro la decisione dell'azienda di spostare una decina di operai nello stabilimento di Pontirolo Nuovo, in provincia di Bergamo.Il picchetto dei dipendenti all'esterno dell'azienda"Si tratta di una decisione presa dall'azienda in maniera unilaterale - ci ha spiegato Giuseppe Cantatore di Fillea Cgil - e che ci lascia una serie di perplessità. Lo scorso mese di giugno infatti, i Fumagalli ci avevano convocato per illustrarci il nuovo organigramma societario, dandoci appuntamento al 13 settembre, data in cui avrebbero dovuto presentare il piano per il settore industriale. Nel mese di agosto e in maniera del tutto inaspettata, alcuni lavoratori hanno invece ricevuto una raccomandata nella quale si diceva loro di presentarsi nella sede bergamasca".I sindacati e i dipendenti temono che si tratti di un primo passo per indebolire la presenza a Bulciago di lavoratori impegnati nel settore industriale. Come noto infatti, la Fumagalli Industrializzata realizza prefabbricati residenziali e artigianali. Se per quanto concerne il primo settore, non sembrano sussistere particolari problemi, i sindacati hanno spiegato che da aprile alcuni dipendenti impegnati nel settore dei calcestruzzi sono stati messi in cassaintegrazione. "L'azienda ci ha dato rassicurazioni sul futuro dello stabilimento di Bulciago - ha spiegato Claudio Cogliati di Filca Cisl - ma questo improvviso trasferimento di maestranze a Pontirolo non ci convince. Tanto più se consideriamo che ci sono dei collaboratori esterni che attualmente prestano servizio in azienda. A nostro avviso sarebbe meglio tutelare i lavoratori di Bulciago, tutti residenti sul territorio, prima di avvalersi della manodopera di esterni, che sono stati formati a questo lavoro proprio dai dipendenti storici".Primo a destra Giuseppe Cantatore di Fillea CgilI sindacati hanno incontrato questa mattina anche il sindaco di Bulciago, Egidia Beretta. "E' giusto che i politici siano sensibili ai temi del lavoro - ha affermato Cantatore - e a questo proposito le chiediamo di tenere monitorata la situazione, tutelando le realtà aziendali che in questo momento di crisi rischiano di scomparire e di conseguenza i lavoratori, risorsa preziosa per il territorio".Una richiesta accolta dalla Beretta che ha mostrato la propria disponibilità ad ascoltare le problematiche dei lavoratori.I dipendenti hanno inoltre scritto una lettera rivolta ai cittadini di Bulciago, nella quale spiegano la situazione lavorativa che li coinvolge. "Siamo convinti che questa nostra difficile lotta - si legge nella parte conclusiva del documento - sia fondamentale per il futuro nostro e della vostra gente".
Mar, 31/08/2010 - 17:00
Uno spirito libero che, giorno o notte che fosse, seguendo il fluire improvviso dei pensieri si alzava e cominciava a camminare. Giuseppe Invernizzi abitava a Bosisio ma la sua vera casa era la strada, quella strada che amava percorrere e che purtroppo lunedì sera gli è costata un prezzo troppo alto: la morte a soli 57 anni.In paese tutti lo ricordano, chi per averlo visto distrattamente dietro qualche angolo, seduto su una panchina o sul ciglio della strada mentre fermava i passanti. Una presenza costante, che vagava tra i vicoli di pietra del centro e nelle viuzze di Bosisio.Lo ricordano i dipendenti comunali di Bosisio Parini e gli amministratori che lo incrociavano tra i corridoi del municipio dove Giuseppe si recava ogni mattina a prendere la "mancetta" quotidiana da quando il comune era stato nominato dal tribunale amministratore di sostegno.Giuseppe non amava i vincoli e i confini, voleva percorrere fino in fondo ogni strada e non poneva limiti nemmeno a se stesso, era stata la legge a stabilire che fosse qualcun altro ad amministrare il patrimonio al posto suo.Giuseppe Mario Invernizzi"Veniva qui ogni mattina, gli consegnavamo un minimo che potesse spendere nel corso della giornata e il resto veniva accumulato per i giorni successivi" ha spiegato il sindaco Giuseppe Borgonovo. "Giuseppe era uno spirito libero, imprevedibile e originale. Le circostanze tragiche della sua morte mi hanno molto addolorato, alle spalle aveva una storia difficile, a volte si ha come la sensazione che la sorte gli si fosse accanita contro. Vorrei esprimere a nome di tutta la comunità sincero cordoglio alla famiglia. Sebbene le circostanze della disgrazia siano ancora da stabilire vorrei rivolgere un pensiero di conforto anche al giovane che era al volante, si tratta di una tragica fatalità per entrambi".La tangenziale al confine tra Dolzago e Sirone, scenario della tragediaEd è tanto il dispiacere che si respira tra tutti coloro che in qualche modo hanno incrociato Giuseppe Invernizzi nel suo costante camminare. "Dormiva poco, si alzava e partiva, senza fermarsi". E senza freni era anche un'abitudine azzardata, quella di imboccare strade troppo buie e troppo pericolose.In queste ore i carabinieri stanno cercando di ricostruire l'esatta dinamica dell'incidente. Quello che è certo è che lunedì sera Giuseppe ha imboccato un cammino senza ritorno. Nessuno sa quale fosse la sua meta e cosa cercasse dietro quelle migliaia di passi che ogni sera lo spingevano sempre più in là: pensieri, sogni, forse speranze; non quella fine tragica che ha definitivamente arrestato il suo viaggio. Ovunque sia adesso, la speranza è che dopo tanto cammino e peregrinare possa finalmente trovare un po' di pace.
Mar, 31/08/2010 - 16:41
Ha raccontato ai carabinieri della stazione di Casatenovo di essere stato vittima di un incidente stradale a Monza e poi ricoverato per dieci giorni presso una struttura sanitaria del capoluogo brianzolo, senza riuscire a mettersi in contatto con i suoi familiari.Si è risolta fortunatamente con un lieto fine la storia di Michele Asewaf, il 65enne residente a Cortenuova di Monticello, scomparso da casa lo scorso 21 agosto.La figlia Sara e i parenti stretti, non avendo più notizie del loro congiunto, avevano sporto denuncia ai carabinieri della stazione di Casatenovo, temendo che potesse essere accaduta qualche disgrazia.Michele AsewafOggi invece, l'uomo ha fatto ritorno a Monticello, sano e salvo. A trovarlo è stato proprio un militare in servizio presso la caserma di Via Bixio che in tarda mattinata stava facendo ritorno a casa dopo aver terminato il turno.Giunto all'altezza di Via Provinciale, in località Torrevilla, l'appuntato ha notato un uomo molto simile alla descrizione e alla fotografia dello scomparso. Dopo aver arrestato la marcia, il carabiniere ha fermato l'individuo chiedendo di fornirgli le sue generalità. Fortunatamente corrispondevano a quelle del ricercato. L'appuntato ha fatto salire Asewaf sulla sua auto, scortandolo sino alla caserma dei carabinieri di Casatenovo dove è avvenuto il riconoscimento ufficiale.Come dicevamo il 65enne, che era stato avvistato l'ultima volta in un negozio di Milano, ha raccontato di essere stato vittima di un incidente stradale in Viale Romagna a Monza.Una volta trasportato all'ospedale brianzolo per accertamenti, il 65enne è stato trattenuto per dieci giorni a seguito delle lesioni riportate nel sinistro. Sempre Asewaf ha riferito ai militari di aver preferito non allertare la figlia, che si trovava in vacanza insieme alla famiglia. Voleva risparmiarle inutili preoccupazioni.I familiari sono stati immediatamente avvisati del ritrovamento del proprio congiunto che a breve potrà fare ritorno nella sua casa di Via San Michele a Cortenuova.Michele Asewaf è molto conosciuto nella frazione monticellese, dove vive da molti anni. Molto legato alle due nipotine, l'uomo è vedovo da qualche anno, dopo la scomparsa della moglie a seguito di un male incurabile.
Mar, 31/08/2010 - 16:13
Saranno effettuate nella mattinata di domani le prove per verificare il consolidamento e la tenuta statica dell'unica ciminiera rimasta del vecchio complesso della cementeria di Cassago.Proprio mercoledì mattina l'impresa incaricata dai comuni e dalla Eldap, società proprietaria dell'area industriale, si recherà al confine tra Cassago e Bulciago per effettuare dei test finalizzati a valutare il grado di sicurezza della ciminiera.L'evento sarà probabilmente piuttosto spettacolare, in quanto i tecnici con un'apposita strumentazione, saliranno sino in cima alla struttura alta decine di metri che domina l'intero territorio.Non sarà necessario chiudere la circolazione della provinciale 342 perchè una sorta di moviere ruoterà intorno alla circonferenza della ciminiera per valutarne le caratteristiche in termini di tenuta.La torre una volta conclusi i lavori per la realizzazione della nuova area industriale, passerà infatti tra le proprietà dei comuni di Bulciago e Cassago che si contendono l'area situata a margine della Como-Bergamo.Già in passato i sindaci Egidia Beretta e Gian Mario Fragomeli avevano ipotizzato per l'unica ciminiera rimasta un futuro come monumento dedicato alle morti bianche. "L'idea - aveva spiegato il primo cittadino cassaghese - è quella di trasformare l'unica ciminiera rimasta in un monumento per ricordare il passato. Essa è un emblema del nostro territorio, di una ditta che ha segnato la nostra storia. Inoltre vorremmo che diventasse un simbolo dei morti sul lavoro sia nella cementeria, sia nei nostri paesi, un monumento quindi in omaggio alle morti bianche ma anche un punto di riferimento per il presente".Il comune di Bulciago, tenendo fede a queste premesse, ha deciso di intitolare l'arteria che si snoda tra i capannoni della zona industriale a Massimo D'Antona, consulente del Ministero del Lavoro e docente di diritto del lavoro, ucciso dalle Nuove BR il 20 maggio 1999 a Roma.Un'ipotesi non ancora del tutto tramontata, anche se come ha spiegato il sindaco bulciaghese Egidia Beretta "è necessario assicurarsi prima delle condizioni di sicurezza della ciminiera. Poi si valuterà il resto".L'altra torre del comparto dell'ex cementeria era stata fatta esplodere nel luglio 2007; pochi secondi necessari a ridurre in polvere un pezzo della storia industriale del territorio.
Mar, 31/08/2010 - 15:42
Esiste ancora qualcuno che ha il coraggio di dare la colpa all'acqua per i danni che può procurare all'ambiente: frane, smottamenti, allagamenti etc.Come si può dire che l'acqua è violenta? Forse perché si vogliono scaricare responsabilità sulla natura per la paura di sentirle pesarci addosso.I veri responsabili siamo noi e non la natura!Dopo un'alluvione si è portati ad elogiare il pronto intervento delle amministrazioni piu' attente e a criticare quelle che intervengono dopo le rimostranze dei cittadini. Sempre si assiste però a qualche rattoppo superficiale.La vera efficienza di una amministrazione sta nella sua politica di prevenzione, in particolare nella gestione del bene comune, a partire dall'ambiente. Intervenire per riparare i danni è un dovere, meglio però prevenirli.Questo però, difficilmente rientra nella logica della nostra politica amministrativa , in particolare degli ultimi anni, dove si sono privilegiati gli interventi visibili (in superficie) a scapito di quelli che non si vedono e non portano voti: manutenzioni dei corsi d'acqua, interventi su fognature, acquedotti etc. effettuati nel sottosuolo.Si privilegia il cemento e poi ci si lamenta che l'acqua è incontrollabile, pronta a colpire magari una costruzione fatta nel punto sbagliato. Non è la costruzione responsabile, ma chi ha permesso che sia sorta in quella posizione o che si sia trovata in zona a rischio per colpa di insensati interventi successivi.Le amministrazioni pensano poi a chiedere contributi economici a Regione e Governo, dichiarando emergenza per " calamità naturali"; perché non fare un serio esame di coscienza sulle responsabilità di una politica che prima facilita i disastri e poi chiede i danni?Quando si capisce che l'ambiente deve essere una delle prime preoccupazioni di un'amministrazione comunale?Per preoccupazione non intendo correre subito a riparare i danni, ma farsi promotori di una sensata politica di prevenzione, che non è l'intervento del geologo di turno pagato con soldi pubblici e quindi dei cittadini, dopo che il danno è stato fatto.Si permettono costruzioni oltre la sopportabilità vivibile di un paese.Si permettono piani edilizi selvaggi in zone ad alto rischio, senza seri e preventivi studi geologici, che devono essere fatti dai Comuni e non dalle ditte edili che hanno tutto l'interesse a raggiungere il loro obbiettivo che è quello di costruire in ogni caso e con ogni mezzo.Qualcuno puo' obbiettare: a che serve recriminare il passato o andare contro permessi già concessi?E' vero: a che serve?Il vero problema è che le amministrazioni dal cemento facile hanno la testa dura, ancor peggio del cemento.Concedono ancora e ancora licenze edilizie, fanno condoni, eccezioni, deroghe, varianti. Sotterfugi per giustificare gli inganni.Si continua a permettere di costruire con questi metodi anche in zone coinvolte nell'ultima esondazione del torrente BEVERA come in via del CAVO in centro A MOLTENO, a ridosso del torrente, dove sorgerà prossimamente una nuova cementificazione.
Mar, 31/08/2010 - 15:11
Sono andati "nel pallone" a causa di un guasto al centralino i sistemi telefonici del municipio di Monticello.Il problema si è verificato questa mattina all'apertura degli uffici comunali, creando disagi con i collegamenti tra il suddetto centralino e il resto dei servizi.Sulle cause del malfunzionamento sono in corso verifiche tecniche da parte del personale responsabile del servizio.Per contattare i singoli uffici comunali è possibile contattare il seguente numero di emergenza, istituito dall'amministrazione del sindaco Rigamonti: 3469763909.
Mar, 31/08/2010 - 15:08
Ha invaso la corsia opposta andando a sbattere violentemente contro la pensilina del bus.E' accaduto qualche giorno fa a Monticello quando un'auto che proveniva da Casatenovo e che viaggiava in direzione Missaglia, è come impazzita andando a schiantarsi contro la pensilina situata in Via Besozzi sulla provinciale 54.Sembra infatti che il conducente abbia perso il controllo del mezzo a causa di un guasto meccanico. La sua auto ha quindi sbandato andando ad impattare prima contro un albero, rimasto sradicato dopo il violento urto, poi contro la pensilina del servizio di trasporto pubblico.Il fatto sarebbe accaduto di sera, ma l'automobilista coinvolto nel sinistro ha contattato nelle ore successive la polizia locale spiegando quello che era accaduto e comunicando loro i dati necessari per provvedere al pagamento dei danni arrecati all'arredo urbano.Nei prossimi giorni il comune provvederà alla sostituzione della parte di pensilina danneggiata dall'auto.
Mar, 31/08/2010 - 14:39
I carabinieri di Costa Masnaga, al termine degli accertamenti hanno denunciato un 18enne per detenzione di sostanza stupefacente.Il ragazzo, studente, è stato controllato dai militari intorno alle ore 23,30 di lunedì. I carabinieri erano intervenuti in Via Garibaldi su richiesta di un privato cittadino, infastidito dalle urla e dagli schiamazzi da parte di un gruppetto di giovani che stazionavano nella sopra citata strada.Una volta effettuati i controlli, uno dei giovani è stato trovato in possesso di 16 grammi di hashish. Per il 18enne è scattata la denuncia a piede libero mentre la sostanza è stata sottoposta a sequestro.
Mar, 31/08/2010 - 14:35
I carabinieri della stazione di Cremella hanno denunciato per oltraggio, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale un 26enne residente a Sirone.Intorno all'una di questa notte, l'uomo aveva infatti pronunciato frasi ingiuriose e minacce nei confronti dei militari che avevano effettuato un intervento di controllo presso la sua abitazione.A chiamare le forze dell'ordine era stato un privato cittadino allarmato dalle urla che provenivano dall'appartamento. In effetti il 26enne stava litigando con la propria convivente e alla vista dei carabinieri ha impedito loro di entrare in casa, opponendo resistenza e pronunciando frasi ingiuriose verso i militari.Per questo è scattata la denuncia per oltraggio, minaccia e resistenza.
Mar, 31/08/2010 - 09:07
E' deceduto probabilmente sul colpo Giuseppe Mario Invernizzi, 57enne residente a Bosisio Parini e investito da un'auto nella serata di ieri sulla sp52 tra Dolzago e Sirone.I carabinieri della Compagnia di Merate stanno effettuando in queste ore gli accertamenti del caso per stabilire l'esatta dinamica del sinistro costato la vita all'uomo.Come già anticipato, il fatto è accaduto poco dopo le 23 di lunedì. Un 28enne residente a Dolzago, F.M. stava viaggiando sulla tangenzialina a bordo della propria Toyota Yaris. Probabilmente stava facendo ritorno a casa, viaggiando in direzione del proprio comune di residenza, quando a pochi metri di distanza dal confine tra i due territori è avvenuta la tragedia. Il giovane, dopo essersi fermato, ha subito allertato i carabinieri della stazione di Oggiono che, intervenuti sul posto, hanno realizzato quello che era accaduto.Alcune immagini della provinciale che collega Sirone a Dolzago, scenario della tragediaSembra infatti che il conducente dell'utilitaria non si fosse accorto immediatamente di aver investito una persona, viste le condizioni di scarsa illuminazione che caratterizzano la tangenzialina.Dalla testimonianza del giovane alla guida dell'utilitaria sembra che il 57enne al momento dell'investimento si trovasse al centro della carreggiata. Un'ipotesi che è ancora al vaglio delle forze dell'ordine intervenute sul posto.L'impatto tra la Yaris e il bosisiese è stato comunque molto violento, tanto che l'uomo è stato scaraventato a qualche decina di metri di distanza dal luogo dell'investimento.Sul posto sono subito intervenuti alcuni mezzi del 118 per prestare soccorso alla vittima. Purtroppo però, nonostante i tentativi di rianimazione effettuati dai sanitari della Croce Verde di Bosisio Parini, per il 57enne non c'è stato nulla da fare. E' stato necessario anche l'intervento dei vigili del fuoco che con i loro mezzi hanno provveduto a fare luce sulla zona, come noto piuttosto buia in quanto priva di un impianto di pubblica illuminazione.L'arteria è stata chiusa per un paio d'ore circa al passaggio dei mezzi, il tempo necessario ai carabinieri per effettuare i rilievi del caso, stabilire l'esatta dinamica del sinistro ed accertare eventuali responsabilità.Questa mattina i militari hanno denunciato il 28enne alla guida dell'auto per omicidio colposo, mentre la Yaris è stata sequestrata. Sottoposto a test alcolemico l'esito ha dato invece risultato negativo.La salma dell'uomo si trova ora composta presso la camera mortuaria dell'ospedale Manzoni di Lecco, a disposizione dell'autorità giudiziaria.Un tragico incidente, l'ultimo di una serie di episodi che caratterizzano la storia di quell'arteria, non nuova a tragedie come quella di lunedì sera, a causa principalmente della mancanza di illuminazione che la caratterizza.
Mar, 31/08/2010 - 08:38
Anche questa volta e’una questione di punti di vista …. Ora la Lega si concentra ancora sulle ronde! Ma perché? Se ne sente la necessità? Non ci son altri problemi più importanti di tali misure ridicole ed impraticabili? E’ proprio vero che per il Carroccio la crisi economica, con timori che genera per i redditi e i livelli di vita di migliaia di persona, è la grande assente nelle loro priorità. Non si sente mai parlare di riduzione delle Provincie ( giusto per semplificare realisticamente la burocrazia e le procedure amministrative). Non si sente mai tanta passione e inventiva per arginare la disoccupazione, in particolare quella giovanile. Al partito di Bossi interessano le ronde. E ancora, tra le ronde e le camice verdi che differenza c’è ? Le prime sostituiranno le seconde o viceversa? Magari organizzate e mantenute con i soldi dello stato italiano e dei lecchesi (si pensi ai corsi di formazione, alle loro sedi logistiche, alle necessarie assicurazioni ed eccetera). Non c’è altro che serve al nord ed a Lecco in particolare? Le condizione delle strade della provincia di Lecco, …. ? Il buco in Piazza Affari ,…? I problemi dei pendolari dei treni, ...? Il fatto che la zona di Lecco sta diventando un grande dormitorio, …. ? No, a loro servono le ronde! Forse anche per meglio tutelare l’arrivo del dittatore di Tripoli di lunedì ?!? Anche in questo caso la rovina del Nord è l’UDC? … ai posteri laude sentenze….
Mar, 31/08/2010 - 00:28
Tragedia questa sera al confine tra Dolzago e Sirone. Un uomo di 57 anni residente a Bosisio Parini, è deceduto dopo essere stato investito da un'auto.Come dicevamo, sono pochi al momento, gli elementi a disposizione. Da una primissima ricostruzione sembra che la vittima sia stata sbalzata a circa 30 metri dal luogo dove è avvenuto l'impatto con il mezzo, cadendo rovinosamente sull'asfalto con gravissime ferite.La chiamata al 118 è avvenuta poco prima delle 23.30. Sul posto si sono portati immediatamente i soccorsi che hanno cercato di rianimare la vittima con tutte le manovre del caso. Purtroppo, però, per il poveretto non c'è stato nulla da fare.E' stato richiesto anche l'intervento dei vigili del fuoco, vista la zona buia in cui si è verificato il sinistro, mentre i rilievi sono stati affidati ai carabinieri della Compagnia di Merate che dovranno accertare l'esatta dinamica dell'incidente mortale.Nella giornata di martedì tutti gli approfondimenti del caso.
Lun, 30/08/2010 - 20:42
Ci sono anche Casatenovo, Castello Brianza, Colle Brianza, Sirone, Dolzago, Molteno e Valmadrera tra i comuni che, a seguito dei numerosi danni causati dall'alluvione di ferragosto, hanno aderito all'iniziativa del sindaco di Oggiono Roberto Ferrari di indirizzare una lettera protesta alle autorità competenti."A seguito dei sopralluoghi effettuati dal genio civile e alla verifica dei danni mi sono fatto promotore dell'iniziativa: predisporre una lettera da inviare alle varie autorità, in primo luogo al presidente del consiglio ma anche alla Provincia per far presente che, nonostante la calamità abbia interessato soltanto un territorio circoscritto, da soli con le poche risorse di cui disponiamo non siamo in grado di provvedere".Sono infatti oltre una decina i comuni del territorio colpiti in varia misura dall'alluvione. In alcuni a casi ad essere maggiormente colpito è stato il patrimonio pubblico, in altro, come nel caso di Oggiono, le proprietà private. Tuttavia tutti hanno un problema in comune: le risorse non sono sufficienti per fronteggiare la situazione.Una situazione già più volte lamentata dagli enti locali che si è riproposta con sempre maggior urgenza in questa situazione di emergenza."Sebbene gli interventi di prima emergenza siano esclusi dal rispetto del patto di stabilità tutti gli interventi successivi, quali la sistemazione e manutenzione delle aree colpite non sono esenti e le nostre risorse non sono sufficienti a fronteggiare la situazione" ha spiegato Ferrari. "Noi siamo gli enti più vicini ai cittadini e i primi ai quali la gente sottopone i problemi ma da soli non siamo in grado di far fronte a tutto".Come per molti comuni del territorio infatti, gli interventi di manutenzione a seguito dell'alluvione sono strettamente collegati al grosso problema del reperimento delle risorse.Se la sistemazione delle sponde e dell'alveo del Gandaloglio al Peslago sembrerebbero imminenti, in quanto a farsene carico, dopo la cessione delle aree da parte del comune, la ditta Novatex, il problema resta per le altre due frazioni."Per quanto riguarda il Bosisolo abbiamo già valutato le possibili soluzioni" ha spiegato il sindaco "ma l'intervento è subordinato alla disponibilità delle risorse. Inoltre abbiamo già segnalato l'innalzamento dell'alveo del Gandaloglio a Regione Lombardia di cui ora attendiamo il via libera. Tuttavia anche nel momento in cui dovesse arrivare si riproporrà il problema del reperimento dei fondi necessari".
Lun, 30/08/2010 - 20:35
Stanno lavorando alla costituzione di un comitato per ottenere l'intervento di pulizia e messa in sicurezza del torrente Gandaloglio. A quindici giorni dall'alluvione, mentre non si è ancora conclusa la stima dei danni ad abitazioni e aziende investite dalla piena di Ferragosto, sono esasperati i residenti di via Mognago e sono intenzionati a ottenere una soluzione per un problema "non più procrastinabile".Gli allagamenti in via Mognago non sono infatti cosa nuova, sebbene l'entità del disastro questa volta sia di portata notevolmente superiore. Tuttavia ancora langue una concreta soluzione.Le immagini raccontano i danni subiti dalle realtà produttive di Via Mognago e dintorni"Abbiamo avuto danni per circa 25-30 mila euro per famiglia" spiega un residente. "Cucine, mobili, lavatrici, per non parlare di abbigliamento e vestiti. Quattro camion di roba da buttare che sono già stati portati via. A questo si aggiungono gli impianti: tutte le caldaie sono da rifare e questo da solo è un danno considerevole, che ammonta a migliaia di euro".La piena di acqua e fango si è infatti riversata con violenza lungo la via, travolgendo ogni cosa e inondando completamente i box interrati. Sfondate completamente le saracinesche così come una porta frangifuoco."Io fortunatamente ero a casa" ha raccontato un residente. "Ho collocato sacchetti di sabbia all'ingresso ma la piena ha sfondato la barricata e si è riversata in garage, in un attimo l'acqua è arrivata al soffitto. Chi era in ferie invece si è trovato la saracinesca sfondata, una Mini Cooper è rimasta interamente sommersa".Un disastro che secondo i residenti pone con sempre maggiore urgenza il problema del ripristino del livello del torrente Gandaloglio ormai arrivato a livelli di "tolleranza zero". "Ormai è la quarta o quinta volta che ci allaghiamo, non si può più rimandare, è necessario risolvere e mettere in sicurezza il torrente". "Appena inizia a piovere usciamo dai cancelli per controllare la situazione, non possiamo vivere con la paura costante di un'alluvione" ha aggiunto un vicino.Il Gandaloglio scorre infatti a circa 1km di distanza dalla zona del Mognago, al confine tra il comune di Oggiono e il comune di Sirone. Pare che un tempo il livello del fondo fosse notevolmente più basso, di circa un metro e mezzo, rispetto a quello attuale.A ostacolare una soluzione vi sarebbe un problema di competenze. "La competenza per quanto riguarda l'alveo del Gandaloglio è di Regione Lombardia" ha confermato il sindaco Roberto Ferrari. "Tuttavia è utile ricordare che la manutenzione delle sponde spetta ai proprietari, non sempre le negligenze sono da imputare agli enti pubblici. Da parte nostra abbiamo fatto presente alla Regione che l'alveo si è alzato, finché l'ente non dà l'autorizzazione anche volendo non potremmo intervenire"."Io abito qui da 18 anni e in tutto questo tempo la pulizia del fondo non è mai stata fatta" ha ribattuto un residente. "Proprietari più anziani assicurano che sarà almeno da una ventina d'anni che nessuno toglie il fango che si deposita sul fondo. Basta una minima pioggia e il torrente esonda, non possiamo andare avanti così".E mentre langue la soluzione del ripristino del livello, tra vecchi e nuovi amministratori è in atto un "rimpallo" di responsabilità per la mancata realizzazione del progetto di nuovi scolmatori che, secondo i residenti, "se non avrebbero certo risolto il problema degli allagamenti, avrebbero almeno costituito un piccolo aiuto".Nel frattempo, nonostante il peggio sia passato, la preoccupazione dei residenti non cessa. "Il Gandaloglio è al livello di tolleranza zero. Bastano due giorni di piogge consecutive e saremo alluvionati di nuovo".Ma ad essere danneggiati non sono stati soltanto i residenti di via Mognago. Solo ad Oggiono sono circa una cinquantina le famiglie coinvolte in varia misura dal disastro nelle frazioni del Peslago, Mognago e Bosisolo. Considerevoli anche i danni subiti anche da realtà produttive del territorio, come la Novatex.Danni anche per l'impresa artigianale A Lume di Candela. "Per ora i danni ammontano a migliaia di euro" ha spiegato la titolare Tiziana Rinaldi. "Ma non abbiamo ancora finito di quantificare il disastro. Il danno peggiore riguarda le materie prime: cartoni, imballaggi, cotone per stoppini, tutto da buttare. Abbiamo dovuto sostituire la batteria del muletto, stampanti nonché ripulire le prese elettriche e le linee. L'acqua ha travolto ogni cosa con violenza rovesciando tutto al suolo, a quindici giorni di distanza non abbiamo ancora concluso il ripristino".Per quanto riguarda il Mognago finora sono quattro i residenti che hanno sporto denuncia, ma come dicevamo i cittadini sono pronti a ulteriori azioni, prima fra tutte la costituzione del comitato.
Lun, 30/08/2010 - 20:05
"L'assessore Simonetti non ci ha mai detto di aver cambiato idea e nemmeno che il progetto sia a rischio, ma non capisco come mai i tempi si siano così allungati. Personalmente inizio ad essere abbastanza spazientito".Parla così l'assessore alla viabilità di Bulciago, Tonino Filippone, dell'opera di messa in sicurezza della provinciale 342 all'altezza dell'ex cementeria di Cassago. L'assessore FilipponeRisale ormai a due anni fa, la sigla dell'accordo di programma con l'amministrazione provinciale Brivio per il progetto del nuovo ponte a scavalco della ferrovia in località Campolasco.Un'opera da più di 2milioni di euro che, nonostante le rassicurazioni di Villa Locatelli, tarda ad essere realizzata.Il ponte a scavalco della ferrovia"Con il cambio dell'amministrazione provinciale nel 2009 - ha spiegato Filippone - abbiamo subito chiesto un incontro per avere delle rassicurazioni sul destino di questo progetto, che ci sta molto a cuore e che ormai è divenuto indispensabile per Bulciago. Abbiamo inoltrato lettere, avuto incontri in Provincia con l'assessore Simonetti e con l'ingegner Valsecchi, e mai nessuno ci ha detto che l'opera non sarebbe stata realizzata. Abbiamo atteso qualche mese, lasciando giustamente alla nuova amministrazione il tempo di riprendere in mano il cronoprogramma dei vari progetti. Ora però ci aspettiamo una risposta definitiva. Gli abitanti di Campolasco e gli utenti della sp342 non possono più attendere".Un'immagine dal satellite della sp342Come si ricorderà, si tratta di un'opera molto importante per la viabilità della Como-Bergamo che prevede l'allargamento del ponte a scavalco della ferrovia Lecco-Milano via Molteno, oltre ad una serie di opere per rendere più sicuro il comparto, con particolare attenzione al collegamento con la zona industriale di Cassago e con la frazione bulciaghese di Campolasco. L'intervento più significativo riguarda l'adeguamento del ponte, attualmente troppo stretto per consentire in sicurezza il passaggio dei mezzi e con banchine impraticabili per i pedoni. La strada che passa sotto al ponte e che collega Bulciago con la stazione di Cassago sarà allargata a due corsie, mentre un'altra importante novità riguarda la formazione di una strada di arroccamento, separata dalla 342, che servirà la frazione di Campolasco, attualmente caratterizzata da una viabilità pericolosissima, con quattro corsie poste l'una accanto all'altra senza protezione.La sp342 in località Campolasco"Il nostro comune - ha proseguito Filippone - aveva già fatto la sua parte mettendo a bilancio 225mila euro come da richiesta della Provincia. Non capisco il ritardo nell'avvio dell'opera dal momento che le risorse erano già state reperite anche dall'ente provinciale. A questo punto dovrebbe servire solo l'acquisizione delle aree interessate al progetto, ma questa prassi non è di nostra competenza. Siamo a settembre 2010 ed è ancora tutto fermo e non capiamo quale sia il motivo".Il ponte sulla Como-BergamoFilippone sottolinea soprattutto l'alta pericolosità che caratterizza l'accesso alla frazione di Campolasco, della quale anche i residenti si lamentano. Per non parlare del ponte, la cui larghezza non consente il passaggio simultaneo di due camion nonostante i lavori della nuova area industriale siano in fase di completamento."Non credo che esista un punto sulla 342 più pericoloso di quello - ha spiegato l'assessore - e in più sono in molti a fare i furbi e ad utilizzare quell'arteria, riservata ai soli residenti, come corsia di accellerazione o addirittura di sorpasso della Como-Bergamo. Ho speso gli ultimi 5 anni di amministrazione a studiare insieme alla Provincia, la soluzione migliore per quella zona ma a distanza di anni siamo ancora fermi. Questa lentezza è preoccupante".